La Genesi parla della 'pietra onichina', i greci usavano il termine onux che significa unghia e anche gli antichi romani chiamavano "Lapis Onyx" gli Alabastri pregiati della valle del Nilo che originariamente erano cavati presso la citta' egiziana di Alabastron da cui deriva il termine greco Alabastros secondo Plinio.
Proprio Plinio il vecchio - nato a Como tra le altre cose - nel libro XXXVI della sua Historia Naturalis in cui parla di marmi e pietre riporta che già a suo tempo alcuni li chiamassero alabastri al posto di onici come fa adesso la moderna geologia.
Le onici sono da sempre associate al lusso e alle decorazioni per il loro aspetto trasparente e multicolore, in epoca antica erano famosissimi gli alabastri egiziani. Vengono intensamente impiegati come semi-preziosi nella biogiotteria per collane o monili, nell arredamento e come rivestimenti di interni, retroilluminati da normali luci danno un effetto estetico unico, per esempio nelle finestre del mausoleo di Galla Placidia (III secolo, Ravenna) li si usa al posto dei vetri.
Sono rocce delicate e si scolorano se esposte per alcuni anni alla luce diretta del sole, per questo non vengono solitamente utilizzate all' esterno, con un adeguato trattamento protettivo possono usere usate come pavimentazione interna. Immagini dati tecnici delle più note onici in commercio sono disponibli su
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(immagini dei marmi a dimensioni reali)

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